Professione bomber, cuore sassarese

Il doppio amore di Marzio Lepri: la Torres e la figlia del presidente

di Renzo Sanna

Signor Marzio, complimenti per il gol. E' un dolce tuffo nel passato quella frase, un'immersione che attraversa quattro decenni e si installa in un'epoca per lui e la Torres indimenticabile: gol ed emozioni in quantità in una città che pian piano ti sta adottando. No, davvero non si può dimenticare quel periodo. Nel frattempo l'edicolante quella frase la ripete, indicando la locandina del libro sui cent'anni della Torres, che fa bella mostra di sè‚ in mezza città: lui, il "signor Marzio", dopo aver rivissuto per una frazione di secondo la gloria effimera da re del gol, torna l'uomo timido e modesto che è sempre stato, butta un occhio distratto su quel gol al Cagliari e fa spallucce, fingendo di non riconoscersi. E' storia di questi giorni ma è uguale a tante altre. Non amava, Lepri, specchiarsi nelle lodi dei giornali, nè attendeva il voto in pagella del giorno dopo. La nemesi storica gli ha regalato un'edicola proprio di fronte al cancello della sua bella casa di Sant'Orsola, e ora una locandina grande così, ma lui non se ne cura.

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1959-2009

A cinquant'anni dal trionfo della Torres di Remo Galli

di Andrea Sini

Cinquant'anni. Eppure, assicurano gli anziani, sembra una storia di ieri. Potere dei ricordi, forza di una delle migliori squadre mai assemblate dai dirigenti rossoblù. E' passato esattamente mezzo secolo dalla cavalcata trionfale della Torres di Remo Galli nel campionato di IV Serie.

 

1958-'59, 2008-'09. Epoche lontanissime che proprio in questi mesi si incrociano e rivivono soprattutto nei ricordi dei torresini di non più verde età.

 

Un intero decennio, gli anni Cinquanta, alla ricerca della chiave giusta per riaprire il portone della serie C. Due lustri di grandi stagioni culminate con ottimi piazzamenti più o meno inutili. Come l'anno precedente, il '57-'58, quando l'allenatore ungherese Mihail Kincses portò i rossoblù sino al secondo posto. Soltanto 3 punti più su, a quota 42, la Squibb Roma festeggiò la promozione.

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Tonino Siddi e un bronzo "da dimenticare"

Lo sprinter sassarese (ed ex torresino) terzo alle Olimpiadi di Londra '48

di Andrea Sini

Quella medaglia di bronzo non l'aveva mai digerita del tutto. Per convincerlo a restituire l'argento e accettare il metallo meno nobile, raccontano, ci volle tutta la diplomazia dei tecnici azzurri e dei compagni della staffetta olimpica.

Tonino Siddi era nato per correre. E per vincere. Impensabile, per uno come lui, accontentarsi della piazza d'onore. Figurarsi di un terzo posto. Quella inutile "patacca" ricevuta a Wembley in casa sua non sarebbe mai entrata: appena tornato in Italia la vendette e si comprò una Topolino modello C.

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1947

Torres-Juve nel segno di Boniperti
Torres-Juventus all'Acquedotto - prima puntata

di Andrea Sini

Il presidente Pani era uno che sapeva guardare avanti. Da dirigente prima, da commissario straordinario della società poi, era stato capace in più occasioni di trovare qualche stratagemma per mettere in ordine i conti della Torres. Siamo nel 1947. La Seconda guerra mondiale è finita da poco e Sassari (non solo la Sassari sportiva) sta faticosamente cercando di rimettersi in piedi. In realtà, come spesso accade, a patire erano state soprattutto le classi meno abbienti.
La Torres aveva ripreso l'attività ripartendo dal campionato sardo nel febbraio 1945. Poi a novembre dello stesso anno era partito il campionato di Prima divisione Sardegna, vinto dal Cagliari, con la Torres al terzo posto. Il 1946-'47 è un'altra buona annata. La Torres è protagonista, insieme a squadroni come Quartu, Carbonia e Cagliari.

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Da Marchisio a Tamponi: gli ex torresini passati alla panchina
Gli ex torresini passati dal campo alla panchina dell'Acquedotto

di Andrea Sini

Dal campo alla panchina, con in tasca un biglietto per la gloria. Sono numerosi, nella storia della Torres, i casi di ex giocatori rossoblù che una volta smessa la divisa da gioco si sono accomodati sulla panchina dell'Acquedotto per dirigere l'orchestra torresina. Soltanto due hanno fatto il percorso inverso, scendendo in campo solo dopo avere allenato la squadra. Qualcun altro ha persino fatto un salto triplo, transitando anche nella stanza dei bottoni della società, ma questa è un'altra storia.

Soltanto in due casi, un ex giocatore rossoblù passato poi alla panchina è riuscito a vincere il campionato con la Torres: Vanni Sanna nel 1981 e Roberto Ennas nel 2009.

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1972

A lezione dalla Vecchia Signora
Torres-Juventus all'Acquedotto - seconda puntata

di Andrea Sini

La Vecchia Signora arriva a cavallo di una scopa, la Sassari pallonara non si strappa i capelli. Affamati di calcio sì, ma pur sempre tifosi della Torres. C'è tutto il carattere dissacrante dei sassaresi di una volta (ora certe caratteristiche sono sempre più rare) nella sfida amichevole contro la Juventus disputata all'Acquedotto il giorno dell'Epifania del 1972. Dopo un decennio giocato ad altissimi livelli in serie C, i rossoblù sono tornati in quarta serie. L'epopea del bomber Marzio Lepri è finita da un pezzo, quella del fedelissimo Paolo Morosi (dieci stagioni consecutive alla Torres) sta volgendo al termine. Il divario nei confronti dei cugini del Cagliari, protagonisti in serie A, non è mai stato così ampio in oltre cinquant'anni di coesistenza. Sassari ne soffre da morire e prova a rialzare la testa. La formazione allestita per la serie D è di alto livello ed è destinata a vincere il campionato a mani basse. La società però naviga in pessime acque e il deficit è di circa 500 milioni di lire.

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