Dalle Marche a via Ramai, il ricordo di Morbidoni, torresino di 40 anni fa

di Andrea Sini 

Quando venne acquistato dalla Maceratese, nell’estate 1967, la Nuova titolò “Torres boom, arriva Morbidoni”. Di lui, difensore roccioso ma leale, quarant’anni dopo a Sassari restano le foto sulle pareti di un circolo del centro storico, che porta il suo nome. Gianni Morbidoni è morto a 64 anni, a Monte San Giusto, nelle Marche, sconfitto da una grave malattia. In rossoblù ha giocato per tre stagioni in serie C, mettendo insieme 107 presenze e un gol. In anni di grande coinvolgimento emotivo dei sassaresi per le vicende della Torres, anche sulla scia dei successi degli “odiati” cugini del Cagliari, non sono tanti i nomi tramandati sino ai giorni nostri: Cuccureddu, Morosi, Iseppon, Dettori e pochi altri. Tra i pochi eletti, c’è Gianni Morbidoni, che pure non era un campione.

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Torres-Cagliari, i gol di Lepri e altre storie di Primo Galasi

di Andrea Sini

"Mio marito in questo momento è impegnato, non può venire. Come? Da Sassari? La Torres? Un attimo solo, corro a chiamarlo immediatamente. Primo! Primo!".

Primo Luigi Galasi è uno che non dimentica. La prima telefonata, più di un anno fa, aveva semplicemente ravvivato un fuoco che in quasi cinquant'anni non si è mai spento. Primo Luigi Galasi cinquant'anni fa di mestiere faceva il calciatore.

All'alba degli anni Sessanta si divertiva a impallinare i portieri con indosso la maglia della Torres. Quella numero 9, di solito, perché in un tempo in cui ogni maglia identificava un ruolo, lui era il centravanti.

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Maggio 2000 - Maggio 2010

Mestre dieci anni dopo
Trasferta oceanica, vittoria e promozione in C1: cronaca di una stagione da ricordare

di Renzo Sanna

Sembra passato un secolo, non un decennio. Restano solo l’Acquedotto e Bruno Pala, il resto è un’epoca lontana. Le istantanee di quella stagione irripetibile come una favola sono scatti di un’altra era e di un altro calcio. Parlano di una Torres diversa, sebbene ancora viva negli occhi di tutti i torresini che si reinnamorarono della loro creatura e un po’ anche del pallone. Inafferrabile e irriproducibile. Forse l’ultima pagina sassarese di un calcio ancora antico, con Leonardi e le sue idee fisse, Garau che a volte faceva il libero, Langella che correva come le ali che non ci sono più, quel greco che sembrava lo straniero come una volta era nel calcio italiano quando non comandavano la tv e Internet, arrivato da un altro pianeta a far sognare. Neanche fosse Orsi o Schiaffino. Ma l’effetto era lo stesso, con quel cognome esotico e la sensazione che ogni cosa che toccava diventasse gol.

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1911 - 2011

Il rossoblù torresino scintilla nel leggendario Stadium di Torino

Esattamente cento anni fa, nella primavera del 1911, dodici atleti della Torres presero parte al Concorso nazionale di ginnastica, organizzato in occasione dell’Expò

di Andrea Sini

Da ponte Umberto I si vede quasi tutto il mondo. Se ti sporgi verso il parco del Valentino, dove hanno costruito quegli enormi padiglioni espositivi, puoi sentire il profumo delle signore dell’alta nobiltà che passeggiano sottobraccio ai loro mariti. Là sotto, freddo e silenzioso, il Po si incendia di miliardi di luci e ti fa vibrare il cuore.

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20 settembre 1903 - 20 settembre 2010

Il boato del Politeama non si è ancora spento

di Andrea Sini

Due mesi di riunioni operative, quasi tre di allenamenti durissimi. Poi finalmente, alla fine dell'estate, la presentazione ufficiale alla città. Sono almeno tre i passaggi significativi della storia della Torres, suddivisi nell'arco dell'anno 1903.

Si parte nel mese di aprile, quando un gruppo di giovani si riunisce in un magazzino di vicolo Bertolinis,nel cuore del centro storico: l'obiettivo è porre le basi per la fondazione di una società per l'educazione fisica. Quello stesso mese, in piazza D'Armi, Sassari conosce la sua prima partita di football, un'amichevole disputata tra una squadra di futuri fondatori della Torres e una selezione della Regia Marina.

La prima notizia in assoluto sulla storia della Torres compare sulla Nuova Sardegna proprio a metà aprile.

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Amoruso: «Quel giorno che la mia Torres umiliò il fantaPalermo»

di Andrea Sini

Dodicimila cuori che rimbombano dentro l’Acquedotto, lo striscione “Fèddizi passà” (fateci passare), il Palermo che viene sepolto dai gol della Torres più bella dell’ultimo ventennio. Luca Amoruso chiude gli occhi e rivede tutto.

25 marzo 2001, dieci anni esatti oggi, Torres-Palermo 3-0.

 

Primo flashback: lui corre impazzito per il campo, Lacrimini gli lucida la scarpa destra con cui ha appena segnato due gol alla capolista miliardaria della serie C1.

«Il Palermo ci fece passare, eccome - sorride oggi Luca Amoruso -. Eravamo una squadra forte e affiatata, arrivammo a quella gara carichi. Non ce n’era per nessuno, poteva finire in goleada».

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